Fotovoltaico, previsto un boom nei prossimi anni

Le energie rinnovabili sembrano destinate a un futuro sempre più luminoso e a trainarle in maniera esponenziale potrebbe essere proprio il settore che dalla luce del sole trae la sua alimentazione: la filiera fotovoltaica. Tanto che a metà secolo, nel 2050, si stima che gli occupati in tal ambito professionale potrebbero raggiungere le 22 milioni di unità su scala globale.

A sostenere questa possibilità è uno studio realizzato da Christian Breyer, docente del Politecnico finlandese di Lappeenranta, esperto di energie rinnovabili e professore di Solar Economy. Lo scenario ipotizzato da Breyer prevede un futuro energetico del tutto (o quasi) emancipato dai combustibili fossili: a spingere in questa direzione, lo sviluppo delle capacità di accumulo e la produzione di carburanti rinnovabili come l’idrogeno verde (ottenuto secondo un procedimento scientifico che consente di risparmiare il 60% rispetto allo standard).

Se l’ipotesi di studio messa a punto da Breyer dovesse realizzarsi, le possibilità espansive nel settore rinnovabile sarebbero travolgenti. In totale, l’equipe dello studioso finlandese immagina 35 milioni di occupati complessivi nella produzione di energia elettrica: di questi, l’80% lavorerà con le rinnovabili, lasciando una quota decisamente minoritaria alle fonti fossili. Re del comparto, sempre secondo il lavoro di ricerca svolto da Breyer sarà proprio il fotovoltaico, con 22 milioni di unità complessive.

È importante sottolineare come il modello includa tutte le fasi della filiera, dalla costruzione degli impianti alla loro assistenza, fino allo smantellamento delle centrali energetiche più vecchie e alla fornitura dei combustibili.

Naturalmente il modello del professor Breyer andrà testato nel corso degli anni, ma non mancano periodicamente notizie che sembrano confermare quanto il settore delle rinnovabili sia in continua espansione. Proprio in riferimento al fotovoltaico, una buona notizia è arrivata recentemente da Torino: FCA ha annunciato che installerà 150mila metri quadri di pannelli, in grado di produrre 15 megawatt di elettricità e sostenere in questo modo la produzione dei modelli elettrificati realizzati nello stabilimento di Mirafiori. Nel caso torinese, la “svolta” fotovoltaica consentirà l’assunzione di 100 nuovi dipendenti, mentre sono annunciati nuovi investimenti anche in altre officine del gruppo FCA, per un totale complessivo di 2 miliardi di euro.

Ancora, l’ultimo rapporto stilato da Wood Mackenzie, una delle società più importanti al mondo nell’ambito della ricerca e della consulenza in materia di energia, ipotizza come il decennio appena iniziato porterà un consistente calo dei prezzi, grazie all’utilizzo di nuovi moduli bifacciali che miglioreranno sensibilmente le prestazioni. Lo studio redatto da Wood Mackenzie illustra anche quali siano i vantaggi che potrebbero derivare dalla combinazione di software di nuova generazione, basati sull’analisi dei dati. Le nuove prestazioni dei moduli più all’avanguardia dovrebbero portare la durata delle centrali alla pari di quelle degli impianti a gas a ciclo combinato.

Un’altra tendenza da monitorare è il cosiddetto repowering, ovvero il ripotenziamento degli impianti solari. E considerando come l’efficienza energetica sia una variabile decisiva sul percorso della crescita fotovoltaica, tutto lascia pensare che la strada “predetta” dal professor Breyer sia quella giusta. Già gli eventi del prossimo decennio saranno decisivi per verificarlo sul campo, ma le premesse sembrano decisamente favorevoli.

fonte : www.cliclavoro.gov.it